La sedia Red and Blu, progettata nel 1917 dal giovane designer olandese Gerrit Rietveld, è riuscita a resistere allo scorrere del tempo e ancora oggi è considerata come una vera e propria icona del design contemporaneo.

Tutto ha inizio con la geniale intuizione di Rietveld che nei primi anni del Novecento comincia a creare oggetti d’arredamento realizzati con assi di legno e consegnati al cliente ancora da assemblare.

Una nuova visone, questa, che permette a Rietveld di progettare nel 1918 il primo prototipo della famosa sedia Red and Blu, quindi ben due anni prima dell’incontro con Theo van Doesburg e Piet Mondrian, ovvero i padri fondatori del gruppo De Stijl, importante corrente artistica alla quale Rietveld successivamente aderì divenendone uno dei maggiori esponenti.

Fu, infatti, solo dopo l’adesione di Rietveld al Neoplasticismo di matrice olandese che la sedia Red and Blu (Rood-blauwe stole) fu finalmente realizzata, incarnando alla perfezione la struttura ideale dello spazio, ottenuta mediante rapporti proporzionali equilibrati tra zone e colori, così cara ai seguaci del De Stijl.

Non è quindi un caso che la celebre sedia di Rietveld, oggi esposta al Museum of Modern Art di New York, fu definita da Theo van Doesburg, come “una scultura astratta-realistica per gli interni delle nostre case future” mentre il suo creatore aveva chiarito che:

“Lo scopo di questa sedia è quello di semplificare le singole parti, preservare la forma intrinseca nel carattere e negli scopi originari dei materiali utilizzati, questa forma che conduce alla formazione di un’entità armoniosa grazie all’adozione di uno specifico modulo per i vari elementi. La struttura della sedia è tale che si possono collegare tra loro le singole parti senza mutilarle, in modo da evitare che una domini sull’altra coprendola o mettendola in situazioni di dipendenza; in questo modo il tutto è libero nello spazio.”

Sedia Red and Blu: il progetto

La poltrona Red and Blu rispecchia alla perfezione l’intento del suo creatore essendo realizzata con 15 listelli in legno di faggio aggregati in maniera tale da formare un vero intreccio di linee che gioca tanto sulla verticalità che sull’orizzontalità. In questa struttura sono inserite due lastre di compensato, la seduta e lo schienale, le quali, nel pieno rispetto della visione artistica del De Stijl, si assemblano alle altre parti per giustapposizione, senza quindi sovrapposti o incastrarsi. In questo modo tutti gli elementi costitutivi della sedia vengono ridotti, azzerando quasi del tutto il volume e creando una struttura armoniosa e continua che enfatizza lo spazio attraverso una serie di “giochi”, come la particolare giuntura dello schienale.

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Se il progetto della sedia è innovativo altrettanto lo è l’utilizzo dei colori i quali vanno ad attribuire a ogni singola parte una propria specificità; i listelli sono neri con le testate gialle mentre lo schienale è rosso laccato e la seduta blu laccata. I colori sono fondamentali ma Rietveld non li intese mai in maniera dogmatica; ecco perché accanto all’iconico modello Red and Blu esistono anche delle versioni rosa e verde, bianca, nera con finiture bianche e anche una priva completamente di laccatura. I colori del modello iconico furono scelti per omaggiare i criteri cromatici delle tele di Piet Mondrian e Bart van der Leek.

Sedia Red and Blu: esposizioni

La celebre Red and Blu era quindi stata progettata da Rietveld per dimostrare come un mobile potesse essere creato anche dal nulla. Divenuta negli anni iconica, la sedia Rossa e Blu fu certamente parte dell’arredamento di Casa Schroder mentre oggi alcuni esemplari sono conservati in diversi musei del mondo come Hight Museum of Art di Atlanta, il Moma di New York, che custodisce anche il primo prototipo non dipinto, e il Vitra Design Museum di Weil am Rhein in Germania.

Presso il Minneapolis Institute of Arts di Minneapolis in Minnesota è conservato un esemplare particolare della sedia Red andBlu. Si tratta infatti di un modello che era stato esposto presso la Delta University of Technology nell’ambito di una mostra nel 2008; in quello stesso anno l’edificio prese fuoco ma la sedia Rosso e Blu venne messa in salvo dai vigili del fuoco.