La moda anni ’50 ha segnato un momento di rinascita e di innovazione, lanciando sul mercato capi di abbigliamento e accessori che sono diventati dei veri e propri evergreen, capi che negli anni successivi sono stati ripresi e reinventati. Un decennio di cambiamento che segnò l’abbandono dello stile austero degli anni precedenti e permise, per la prima volta, ai giovani di esprimere la propria identità, influenzando con il proprio look le case di moda.

Erano questi gli anni in cui la televisione e il cinema americano influenzavano fortemente i costumi europei, consentendo la nascita di diversi stili che spaziavano dal look bon-ton, quello dell’impeccabile casalinga americana, a quello decisamente più provocante delle pin-up.

Con il rock’n’roll che la faceva da padrone alcuni capi divennero emblematici di questi anni e rappresentativi di un’intera generazione; t-shirt, blue jeans, gonnelloni ampi, fantasie a pois, bustini stretti, giacche di pelle e i primi bikini divennero dei veri e propri must-have.

Moda anni ’50: i capi di abbigliamento più rappresentativi

La moda anni ’50 è stata fortemente segnata dall’avvento di alcuni capi di abbigliamento che sono poi diventati simboli di intere generazioni. Gli anni ’50 erano anni di ribellione e quale capo poteva rappresentare questo sentimento di “rivalsa” meglio della giacca di pelle?

Capo immancabile in ogni guardaroba maschile, il giubbotto di pelle nera era un must per tutti i giovani, conquistati dal mito della moto e dell’alta velocità, rapiti dall’immagine indomabile e fuori dagli schemi di star del cinema come Marlon Brando che nel film “Il Selvaggio” del 1953 sfoggiava un Schott Perfecto 618 impreziosito dal nome Johnny ricamato e dal famigerato stemma con teschio e pistoni incrociati. Il chiodo, nome con il quale il Perfecto venne ribattezzato in Italia, era sempre abbinato a una semplice maglietta bianca, agli immancabili jeans Levis 501 con il risvolto dagli stivali Frye o Walker a punta tonda.

Se il guardaroba maschile si innovava altrettanto faceva quello femminile che in questi anni vide arricchirsi di molti capi di abbigliamento e accessori. La caratteristica principale della moda femminile anni ’50 era quella di mettere in evidenza il punto vita che doveva essere sottolineato con ampie gonne a ruota o aderente o con vestiti che prevedevano anche una profonda scollatura. Sia le donne affascinate dallo stile bon-ton che quelle rapite dal look pin-up non potevano rinunciare a capi che evidenziassero la vita sottile, spesso ulteriormente esaltata dall’uso di cinture colorate.

La gonna a ruota era poi associata a un altro capo immancabile, la sottogonna, che in quegli anni aveva il compito di dare volume e vaporosità. Una grande innovazione della moda anni ’50 fu il materiale nel quale le sottogonne venivano realizzate; al cotone e al lino si sostituì il nylon, che consentì alla sottogonna di assumere una nuova forma. moda anni '50 stile pin up

Ma il nylon fu anche alla base di una altro capo simbolo, le calze, che divennero indispensabili per tutte le donne dell’epoca. Durante la Seconda Guerra Mondiale, infatti, il nylon venne usato soprattutto per scopi bellici, ma successivamente venne impiegato anche in altri settori, come quello della produzione di calze appunto, registrando un vero e proprio boom di acquisti. Sino al 1959 le calze si indossavano con reggicalze e giarrettiere ma successivamente i collant divennero il modello più diffuso grazie al maggior comfort garantito.

La moda nightwear si arricchì anche con l’invenzione di un capo che in breve tempo divenne di grande popolarità soprattutto tra le pin-up degli anni Cinquanta. Il baby-doll fu un’importante rivoluzione perla lingerie femminile, un’alternativa al classico pigiama che in breve tempo divenne simbolo di fascino e di seduzione.

Non solo gonne ampie o vestiti aderenti, visto che la moda anni ’50 propose alle donne anche un’alternativa, decisamente più adatta a uno stile di vita moderno: i pantaloni Capri. Dalla gamba stretta e lunghi fino ai polpacci, i pantaloni Capri furono disegnati dalla stilista Sonja de Lennart nel 1948 e divennero molto popolari grazie allo show televisivo The Dick Van Dyke Show dove erano indossati da Mary Tyler Moore che interpretava il personaggio di Laura Petrie. Generalmente i pantaloni Capri venivano abbinati a twinset per creare un look raffinato o a capi di ispirazione marinara per dar vita a uno stile più informale.

Moda anni ’50: gli accessori

Tra gli accessori della moda anni ’50 impossibile non ricordare innanzitutto l’immancabile foulard legato al collo che insieme alle cinture colorate andava a completare il look delle signorine bon ton. Le acconciature dei capelli si semplificavano notevolmente e di grande popolarità divenne la coda di cavallo, semplice e raffinata, che andava a sostituire i capelli cotonati degli anni precedenti.

Non solo bon-ton, visto che gli anni ’50 furono anche il tempo delle candy girl, con i loro shorts e camice legate in vita, abbinate a ballerine di vernice o vestiti dalle ampie scollature da indossare con zeppe e occhiali oversize. A proposito di occhiali uno delle tendenze di questi anni furono gli occhiali modello cat eye, ovvero occhiali dalle montature plastificate con lenti spesse che, nella versione più glamour, prevedevano anche l’aggiunta di strass o di grandi ali.

Infine tra i simboli della moda anni ’50 va anche ricordata la mitica Kelly Bag, una borsa classica che prese il nome della principessa Grace Kelly e che negli anni Cinquanta divenne molto popolare sebbene fosse stata realizzata nel 1930 da Hermès. La Kelly Bag era in pelle ed era caratterizzata da linee semplici e dalla classica forma trapezoidale, con chiusura in metallo.